NEWBORN is coming

Se la scalcia là dentro la pupa. Non perde occasione per farmi capire che le premesse sono di altra natura rispetto ad un carattere calmo che ci stiamo immaginando.
Credo che ieri abbia passato la giornata a fare lavori edili, a togliere tramezze, a rifare gli intonaci, a controllare le canne fumarie. Per fare ciò le deve essere stato necessario appoggiarsi per bene a qualche mio nervo per poter spingere ben bene con i piedini. Così ho passato la giornata con delle scosse tutt’altro che piacevoli dalla schiena alla gamba.
E lasciamola lavorare la creatura! Che io un po’ la capisco, negli spazi stretti non ci so vivere, ho bisogno di aria, di spazio, di un gazebo in giardino, di una sdraio sull’erba su cui leggere un libro, prendere il fresco o poltrire ad oltranza! E così mentre ogni giorno cerchiamo di capire chi sarà lei, scopriamo pezzetti di noi.
Ci siamo guardati l’un l’altra con l’elenco delle cose da portare in ospedale al momento del parto, presi super bene con “Celo, manca!” abbiamo fatto una lista e deciso di andare una mattina per negozi a procurarci tutine, pannolini, camicie da notte e via discorrendo. Tutto da imbustare con nome e giorno del cambio. Perfetto, ce la possiamo fare e ce la faremo! Siamo adulti, siamo responsabili, siamo organizzati e sopratutto stiamo preparandoci per l’arrivo di nostra figlia. Andiamo!

Ciò che abbiamo capito, naturalmente dopo, è che forse siamo partiti già male dal principio. Direzione Outlet di Vicolungo, un mercoledì mattina, di modo non ci fosse troppa gente e potessimo fare come sempre, cioè:
– entro solo nei negozi che mi interessano
– guardo solo i capi che mi interessano
– provo solo le cose necessariamente da provare
– decido
– pago
– esco
Perché c’è da dire che a me e il futuro papino, accomuna anche il modo di fare shopping. Facciamo parte di quella categoria di persone che odia girovagare senza meta come mucche al pascolo perdendo un sacco di tempo tra mucchi di roba accatastata, code ai camerini, gente che si litiga maglioni informi dai colori dubbi. Noi siamo più da shopping modello cecchino. E così abbiamo pensato di fare anche per la pupattola.
Guardiamo sulla pianta dell’outlet quali fossero i negozi per bambini (fino a quel giorno scartati come la peste a Firenze nel 1348), e via andare con passo da bersagliere.
Negozio numero 1, interno giorno, inquadratura sui nostri volti sorridenti.
“Oh, ecco sulle pareti ci sono le indicazioni di età, andiamo nel settore giusto! Che meraviglia quest’organizzazione!” dico io.
“Ma qui non c’è neonato, c’è da 9 mesi in su!” dice lui.
“Ma dai? Che strano, si vede che ci saranno dei negozi appositi per i neonati! Andiamo in quell’altro!” dico io.

Negozio numero 2, interno giorno, inquadratura sulle nostre nuche che iniziano a cercare indicazioni sugli scaffali roteando a destra e a sinistra.
“Dai, là in fondo vedo delle tutine, qui troveremo!” dice lui
“Ecco a sinistra c’è della roba rosa!” dico io
“Sì, ma parte dall’anno…” dice lui.
Inquadratura che si allarga, si vedono i nostri visi perplessi.
“Di fianco qui ce n’è un terzo, andiamo a vedere!” chiudo il discorso.

Negozio numero 3, interno giorno, ci trasciniamo all’interno dove già lo sbalzo termico ci fa sudare e iniziano a scendere luccicanti goccine di sudore dalle nostre fronti.
“Neonato! Neonato! Là c’è il neonato!” dico io
“Ma un solo ripiano, non ci sono i body!” dice lui
“Forza prendi la lista che guardiamo cosa ci serve!” dico io
“Body” dice lui.
“USCIAMO” diciamo insieme.
Sulla piazzetta dell’outlet qualcosa attira la nostra attenzione, è luminoso, è colorato, è invitante, è bello.. E’ TOYS!
E se dico che siamo usciti dall’outlet senza un solo vestito ma con uno splendido, colorato, meraviglioso tucano di peluche mi credete, vero?

L’outlet non è quindi la scelta migliore se si cerca abbigliamento da neonato. Lo abbiamo appunto capito. Dopo.
Invece che farci abbattere dalla frustrazione, siamo scoppiati a ridere con la nostra busta di Toys in mano. Che genitori modello che siamo! Dovevamo tornare a casa carichi di vestitini e invece abbiamo comprato un giocattolo, sarà nuda ma avrà con che divertirsi!

Per tranquillizzare nonne, zie, amici e assistenti sociali, vorrei dire che poi abbiamo trovato tutto il necessario, ad Arese. Ora abbiamo micro calzini, micro body, microcuffie, micropannoloni e microtutine. Se vi interessa non si chiama più taglia zero l’abbigliamento cuccioli umani appena nati, si chiama taglia NEWBORN, che fa figo, e fa entrare subito nel mood giusto per essere up to date sulla vision e lavorare in team sull’upgrade della family.

Dopo la prima prova passata con un 6, ci siamo sentiti più sereni, che in un modo o nell’altro, se non al primo tentativo, sappiamo comunque risolvere la situazione al secondo. We figa, abbiamo il problem solving nelle soft skills!
Ci siamo ritrovati quindi in questi giorni di saldi a fare un po’ il punto della situazione ed abbiamo capito che lentamente, senza capire come ci siamo trovati ad acquistare oramai solo laqualunque per la pupa, e più niente per noi. Ma come? I saldi? E noi? Un passeggino trio? Ma come un passeggino? Eh si era in offerta a 200€ in meno rispetto il listino.. Eh, che facevamo, non lo prendevamo? Dai, ripigliamoci un attimo però!
Le 19:00 di domenica, usciti dal concerto di Allevi, troppo presto per andare al ristorante butto lì un “Amore facciamo un giro da Scarpe & scarpe?”

Sarebbe andato anche bene questo esame di autoconservazione dello shopping individualista ed egoista, se non fosse che di fianco a Scarpe&Scarpe ci fosse una Maison du Monde.
Abbiamo lottato contro le forze che ci portavano verso le pareti di arredamento dai colori vomitevoli tipo il rosa glitterato, il rosa antico, il fuxia. Siamo riusciti ad arrivare a vedere i bicchieri in saldo, abbiamo persino dato un’occhiata ai tessili! Con fatica disumana abbiamo persino guardato una lampada da tavolo. Come è andata? Male. Ci hanno bocciati.


Non è stata colpa nostra, vicino alle casse c’era la parete BEBE’, dove abbiamo cercato di comprare anche l’insegna BEBE’ di legno che indicava il settore, ma non era in vendita. E così siamo usciti con un fenicottero da appendere alla parete con le piume rosa. Ancora non è nata e siamo già a PUPATTOLA 1 – GENITORI 0

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