E poi?

Ero su una di quelle panchine di cemento, davanti al teatro e parlavo con la Chiara, o meglio nessuna delle due stava parlando. Le commesse avevano da poco chiuso i negozi ed erano già sparite, qualche impiegato di banca camminava con la testa piegata sul cellulare. Quando le dico “Ma lo sa che non capisco cosa sia successo?”, “Nemmeno io, e onestamente vorrei capirlo, come hai fatto a ficcarti in questa situazione? E’ strano, no? L’hai visto 3 volte.”

“Eh sì è strano, ma forse nemmeno troppo. Vedi, sono mesi che scanso il genere maschile, a Giugno ho detto mai più, perchè non esiste un uomo che ce la faccia a capire quel che dico, senza annuire mentre pensa alle mie mutande. Non lo trovo un uomo che capisca come sono davvero, e lui è stato una cosa senza precedenti, sono rimasta allibita e coinvolta.

La seconda sera in cui ci siamo visti siamo rimasti a chiacchierare mano nella mano a quel tavolino e mi guardava negli occhi. Non si era nemmeno accorto che avessi un vestito finchè non ha appoggiato la mano sulla mia gamba, e capiva quello che dicevo, capiva rispondeva e sorrideva. Incredibile, una cosa così incredibile resta impressa. Erano già le 23 e mi sembrava che fossero ancora le 20. Aveva lo sguardo di uno che aveva passione, cervello, sogni e concretezze. E’ così che sono rimasta fottuta.”

“E poi?”

“E poi niente, come al solito.”

Un commento

  1. Nicholas Tosi

    Non ti preoccupare, prima o poi quello giusto lo troverai, te lo meriti.

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