VOGLIO VOLERE

Annego a volte nel disagio delle situazioni perché mi dispiace dare un dispiacere, mi dispiace ferire le persone seppure il coltello che le ferisce non sia dipendente dalla mia volontà. E così finisco per ferire me stessa.

Mi sento a volte avvolta in nebbie fatte di “ dai, vediamo”.

Finché mi sento così oppressa da piccoli atteggiamenti che non ne reggo più mezzo. E forse ci sono persone con cui avrei potuto tarare, smussare, oliare. Situazioni che avrei potuto ancora gestire. Ma io non voglio “gestire”.

Non più.
Non ora.

Ora voglio che mi piacciano pregi e difetti, lati positivi e negativi di persone e situazioni.
Ora voglio piacere per pregi e difetti. Per punti di forza e punti di debolezza.

Perché ho più pigiami che tacchi, preferisco più collaborare che impormi, ho pochi veri amici, gli appuntamenti in agenda sono solo di lavoro. Non decido fino all’ultimo se vengo a cena o no. Ho più libri che titoli di film in testa. Ho più serate sul divano che aperitivi in centro. Ho più voglia di Netflix che di discussioni. Ho più voglia di sapere una cosa bella ed una brutta della giornata dell’altro piuttosto che sapere cosa sia successo nella sua vita ieri. Non voglio giustificare, non voglio giustificazioni. Non ho più voglia di pressione, di sfide, di rincorrere. Tocco le stoffe nei negozi. Apro le porte con i gomiti. Non so fare il risotto. Dimentico date. Amo le penne colorate. Non so essere insistente. Non so convincere. Però so fare i fatti e li preferisco sempre alle parole. Preferisco la serietà nei contenuti piuttosto che nella forma.

Sbattendo la porta rumorosamente, a volte accompagnandola piano allo stipite, a volte lasciandola spalancata senza voltarmi più, chiudo innumerevoli rapporti umani.
Non mi interessa essere una persona perfetta, non la sarò mai. So ammettere le mie carenze e a volte alzo la mano per chiedere aiuto. Oggi è uno di quei giorni.

Ammettere le proprie insicurezze, le proprie carenze, ho deciso non essere sintomo di debolezza ma di forza.

Oggi è il giorno in cui ho alzato la mano. E fino a ieri non mi interessava farlo per davvero, non mi interessava rischiare di perdere, cercavo quasi di perderle apposta le persone. Certo, qualcuno ci ha messo del suo e ci è voluto davvero poco.

Però certe notti portano consiglio, certe chiacchierate oneste portano tumulti. Ed è ciò che cerco, soprattutto nelle amicizie. Voglio poter essere onesta come nemmeno la sono con me stessa e voglio che chi ho davanti sappia quando dirmi che sono una testa di cazzo e quando invece che sono una bella persona. Voglio. Non voglio più desiderare, io voglio volere. E per volere devo saper dare. Soprattutto a me stessa.

Così vale per il lavoro. Così vale per qualsiasi cosa, situazione, persona graviti nella mia vita. Tutto deve migliorarla, perché io la amo la mia vita.

Chi, amando la sua casa, le farebbe un buco sul tetto?
Chi, avendo caramente pagato la propria auto le righerebbe una portiera?

E così per me è la mia vita. Preziosa, sudata, combattuta.

Non ho mai avuto le mezze misure, i grigi. E quando ho cercato di sforzarmi di vivere nel mezzo, mi sono fatta molta violenza fino a non sopportare più nemmeno me stessa. Ed è così che voglio continuare a sentirmi viva, ghiaccio o fuoco, giorno o notte, dentro o fuori, tutto o niente.

Oggi ingoio le lacrime ma sputo i rospi.

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